Marco 的个人资料Tyler Darden照片日志列表更多 工具 帮助
 
 
6月14日

Furio Says...

Il benessere, l'armonia, la felicità, la qualità della vita non sono direttamente proporzionali al maggior accrescimento possibile di potere, fama e denaro per se; com'è usuale pensare ed operare da qualche migliaio d'anni ma al maggior equilibrio possibile di queste forze piu di ogni altra caratteristica di giustizia coerenza obbiettività ed empatia verso ogni essere vivente.
 
Furio        7-6-2006
6月2日

..capito..

Con la nostra musica la mente finalmente è libera da ogni pensiero, riesce a fluttuare nello spazio e si fonde con la natura. Libertà di esprimersi. È questa la nostra filosofia. Ed è possibile solo nei rave illegali. Non all’interno di una discoteca con buttafuori, ballerine e abbigliamento alla moda.

Il techno nomadismo

Qualcosa è rimasto a Londra della stagione gloriosa dei "free festival" degli anni settanta, dell’illusione lisergica e libertaria della musica come colonna sonora della marginalità ostentata, delle microcomunità che occupavano appartamenti in disuso e li trasformavano nel più eccitante dei club. Una scena che, nel corso degli anni, si è stemperata sulle rotte di un nomadismo a metà tra ossessione per un impossibile ritorno alla natura e desideri tecnologici e che ora si rincorre tra le spiagge di Goa, i "white party" di Bali e i grandi spazi senza limiti delle pianure sudafricane. Ma che resiste strenuamente anche nella metropoli londinese e che affida adesso proprio alla potenza artigianale e devastante dei subwoofer il proprio linguaggio libertario.
Le chiome rimangono fluenti, le lunghe gonne floreali continuano a frusciare e la musica batte forte il ritmo ancora psichedelico della "trance", la musica dell’"attraversamento", della transizione, la stessa che legioni di giovanissimi consumano ogni notte nelle cattedrali del piacere lisergico, come il Gatecrasher di Sheffield.
Ma questo suono, indipendente per vocazione e autoprodotto per scelta "politica", vive soprattutto nelle feste, bellissime e sotterranee, che ciclicamente sembrano riportare Londra ai tempi delle improvvisazioni collettive e delle vecchie, struggenti "estati dell’amore".
Questa è la musica degli Autobus Magici, divenuta adesso una serie di complessi esercizi di stile meccanici (come quelli assemblati dai Mutoid Waste Company, spirito senza frontiere e una base-accampamento-laboratorio dalle parte di Sant’Arcangelo di Romagna), assemblaggi che sfidano le leggi del movimento e affascinano i bambini per quell’aspetto a metà strada tra la macchina dei sogni e una citazione disinvolta e allegra di Mad Max. O dei Desert Storm, letteralmente "tempesta nel deserto", arrivati sulle prime pagine dei quotidiani britannici per aver portato i loro "rave party" improvvisati e indimenticabili nella Bosnia martoriata dalla guerra.
In piena guerra civile sono arrivati tra le macerie della convivenza nella ex Jugoslavia, a Tuzla. I loro dj infatti, sono parte attiva dell’organizzazione "Workers’ Aid for Bosnia", un movimento di volontari che, con i soldi guadagnati con i rave party in Inghilterra, ha finanziato l’intrattenimento dance per i ragazzi bosniaci martoriati dalle granate e dalla fame. Ogni loro evento è finalizzato alla raccolta di fondi da investire in progetti sociali: "Siamo dj ma viviamo il nostro lavoro con lo spirito anarchico del punk. Mediato, però, dall’esperienza del sound system giamaicano". Con il desiderio, insomma, di costruire, di elaborare strategie.
È una scena che difende gelosamente la propria scelta, lontano dal consumo della dance di massa. Ma che attrae, ogni fine settimana, migliaia di giovanissimi, sedotti probabilmente da quella aspirazione a una libertà totale che è impossibile da vivere tra le quattro mura di una discoteca.
Niente pubblicità, pochi flyer disseminati tra negozietti dell’usato, pub e le merci del mercato di Portobello Road. Difficile trovare qualche indicazione su giornali e riviste patinate, ma basta cercare per scoprire una dimensione inedita, una voglia di coniugare intrattenimento e politica, divertimento e senso forte della comunità, che proprio intorno alle casse di un "sound system" ritrova valori quali il rispetto e la tolleranza.
Capita così che un gruppo di hippy di tutte le età abbia ottenuto a Luton alcuni edifici abbandonati in concessione dal Comune e li abbia trasformati in funzionali centri sociali, luoghi di incontro aperti a tutti, una sorta di avamposto sonoro contro il degrado delle periferie. La foto di gruppo li ritrae fieramente consapevoli delle capacità comunicative del suono trance. "Siamo partiti con tre vecchi amplificatori abbandonati in un garage. Adesso alle nostre feste arrivano sino a diecimila ragazzi."
Quasi tutti disoccupati, credono davvero che il sound system sia un’esperienza politica. Quando la locale polizia fermò quarantadue amici di Exodus, dopo l’ennesimo party non autorizzato, di fronte alla stazione di polizia quattromila scatenati ballerini improvvisarono un pacifico rave party, con gli altoparlanti che diffondevano a tutto volume i ritmi elettronici e psichedelici, come se Luton fosse divenuta, improvvisamente, una spiaggia di Goa.
Poi arriva la concessione di un vecchio ospizio, poco più di quattro mura senza una finestra intatta, un edificio divenuto il ricovero di tutti i derelitti della città. Con il lavoro e l’entusiasmo di Exodus adesso è diventato la haz Housing Action Zone; la casa del sound system, il centro naturale di attività offerte alla città.
Persino il Comune e le forze dell’ordine hanno dovuto ammettere che questo gruppo così eterogeneo può essere più utile alla città di tanti inutili progetti faraonici.
La scena non è più soltanto relegata nell’area londinese.
Brighton, sul mare, è invasa ogni estate da innumerevoli sound system pirata, che si chiamano Positive, Weird Science, Blues Room. Ogni notte, in spiaggia, compaiono gli impianti, le casse vengono montate rapidamente, i cavi connessi, le puntine iniziano a graffiare i vinili e i dj mixano i suoni ipnotici e devastanti della trance per migliaia di ragazzi "politicamente corretti" o felicemente inconsapevoli. "Qui" dice Michelle, dj di Advance Party "non siamo in un club, dove la tua capacità di divertimento è proporzionale a quanti soldi hai in tasca. Le discoteche sono raffinati parchi giochi, dove il piacere è sottolineato dalla scansione economica. Quando vai a un ‘free party’, puoi finalmente dimenticare i soldi. Quello che conta è ciò che hai nel profondo del cuore!"

La storia dei club, insomma, non è soltanto legata agli spazi patinati, la pista da ballo non è necessariamente il luogo dell’ostentazione.
Da queste parti sarà davvero difficile trovare gli stessi abiti fotografati sulle riviste patinate, champagne e macchine sportive si tengono alla larga dall’ondata dei free party. Persino alle riviste musicali sfugge un movimento che rivendica il proprio diritto di festeggiare un solstizio o la luna piena e che ama spesso confrontarsi con un passato mitologico piuttosto che con un presente dove la musica è pensata per durare il breve volgere di una notte.
Così qualcuno è andato persino a riscoprire la leggenda di Re Artù e ad adottare quel fiabesco eroe come simbolo della rinnovata passione per la trance.
Si chiamano Pendragon Sound System, sono forse i protagonisti più celebri della scena dei free party: "Abbiamo scelto il nome di Pendragon" spiegano Mark e Kate dalla loro base, celata tra le strade del quartiere per eccellenza dell’immigrazione nera a Londra, Brixton "proprio in omaggio a Luther Pendragon [Re Artù]. Le nostre feste sono occasione per far rivivere il suo spirito e sono basate sui rituali della mitologia celtica. Si svolgono sempre nelle notti di luna piena. Anche i celti avevano feste molto intense, selvagge, autentici rave che inducevano lo stato di trance. Consumavano funghi magici, si denudavano e coprivano il proprio corpo con colori e simboli; noi, semplicemente, siamo i depositari di quella tradizione tribale, che è molto più viva a Londra che a Ibiza o a Goa". Mark viene dall’esperienza, formativa per moltissimi protagonisti della dance britannica, delle radio pirata. Divideva il mixer scalcinato e i microfoni traballanti dell’emittente culto Phase One, impegnata a sfuggire ai controlli quanto a far ballare gli ascoltatori, con dj come Fabio, Grooverider e Dave Angel. Loro, adesso, sono delle superstar elettroniche, hanno i loro programmi alla bbc e girano il mondo amati come divi del pop.
Mark, invece, preferisce ancora montare i propri enormi impianti sotto le arcate delle tangenziali o in una landa a ridosso del mare in Normandia. O sulle montagne del Galles. Circondato da una tribù che cresce ogni giorno, irrimediabilmente sedotta da questa miscela inarrivabile e tutta britannica di miti magici, ecologismo e tecnologia dance.
La festa del solstizio è un rito pagano al quale la generazione trance difficilmente riesce a resistere. Una miscela di "ecowarrior" (i guerrieri dell’ecologismo, teorici di un ritorno alla natura e di una società anti-industriale), esponenti della diy Culture ("Do It Yourself", ovvero il rifiuto di manufatti che non siano creati artigianalmente), neohippy, punk che non sfigurerebbero nel club più esclusivo di Ibiza. E che invece si avventurano sui sentieri di montagna seguendo labili tracce, come un piccolo volantino trovato proprio nel negozio di Mark Sinclair a Brixton.
"Porta una tenda e le buone vibrazioni." Non è San Francisco, ma l’Inghilterra oltre trent’anni dopo.
Le indicazioni portano a un villaggio rurale del Galles, fattorie a perdita d’occhio, depositi di grano e tetti di paglia."Non chiedete informazioni agli abitanti del posto" implora la locandina. "Chiamate questo numero."
Una voce al telefono spiega come percorrere le ultime miglia di un sentiero che si perde tra le montagne. Bisogna seguire le istruzioni alla perfezione. Qualcuno ha preso la strada sbagliata ed è stato avvistato sulla cime di un’altra montagna. Può sentire il suono dei sound system, ma la vegetazione è troppo fitta per orientarsi.
Ad ascoltare i sound system di Pendragon, Fungus, Growbag sono arrivati da ogni parte dell’Inghilterra. Viaggiatori hippy con cani e bambini al seguito, stipati dentro pullman rallegrati da colori fluorescenti e simboli misterici, ma soprattutto tranquilli studenti universitari, professionisti, lavoratori, facce che si incontrano in qualsiasi pub all’ora dell’aperitivo. Sono qui per riscoprire, solo per un giorno, un senso della comunità, il piacere di condividere esperienze senza essere costretti al consumo industriale dell’intrattenimento. Gli "spliff" iniziano a girare, si stappano le prime bottiglie di vino. Nel parcheggio si notano persino una Porsche e una Jaguar. Goa non è poi così lontana. Specie quando si avvicina la mezzanotte e intorno alla pista da ballo siedono i percussionisti. Pura trance. Tamburi tribali che sottolineano la metronomia ritmica delle batterie elettroniche dei dj. Libertà totale? È così che dovrebbe essere un club. È così che dovrebbe essere una vera festa.
Lo spirito selvaggio delle celebrazioni celtiche. Nessuno bada ai corretti passi di danza, i giocolieri invadono festosamente la pista e i mangiafuoco si mescolano ai ballerini, per la gioia dei bambini che si divertono quanto i loro padri. Il tè indiano è la bevanda più richiesta. Ancora più delle birre.
L’abbigliamento, poi, è il più eccitante risultato del "surfismo dello stile". Stivaletti neri in pelle lucida Doc Martens e vestiti che sembrano usciti da un mercato di Bombay, jeans vintage e qualche capo di stilisti dell’ultra-avanguardia.
La festa continua nella notte. La musica è acida, durissima, "suonata" da dj che è impossibile ascoltare nei normali circuiti dance. Anche i dischi sono irriconoscibili. Tutte autoproduzioni concepite esclusivamente per questo mercato marginale, al di fuori della normale distribuzione di vinili per dj. Sono canzoni che salutano gli alieni, che inducono "stati modificati di coscienza", che rileggono, nel breve volgere di qualche minuto, oltre trent’anni di cultura psichedelica, di passione "acida", nata durante gli "acid test" dei Grateful Dead, West Coast, 1966 (gli eventi organizzati da Ken Kesey, l’autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo), passata attraverso la brutale rivoluzione dell’"acid house" (Chicago-Ibiza-Londra, 1986) e arrivata qui, in una radura nascosta in un’immacolata pineta sulle montagne del Galles.
Un frammento di controcultura giunto miracolosamente illeso (e assolutamente vitale sino a noi) con tanto di lenti spogliarelli all’alba, lsd e invocazione allo "spirito tribale celtico", come suggeriscono gli inviti.
I magazzini abbandonati, le stazioni ferroviarie in disuso, i paradisi naturali. Pendragon riesce davvero a ricostruire, in ogni luogo, una sospensione atemporale.
"Con le feste del solstizio" spiega Mark "è come se entrassimo in contatto con i nostri antenati. Dentro queste zolle di terra ci sono le nostre radici più profonde. Stabiliamo un contatto con i rituali magici dei celti; puoi vederlo mentre la gente balla, muove le braccia al cielo, utilizza i funghi magici. È una ritualità pagana che è arrivata incontaminata sino ai giorni nostri."
Così la pista da ballo si scopre laboratorio antropologico. "Con la nostra musica la mente finalmente è libera da ogni pensiero, riesce a fluttuare nello spazio e si fonde con la natura. Libertà di esprimersi. È questa la nostra filosofia. Ed è possibile solo nei rave illegali. Non all’interno di una discoteca con buttafuori, ballerine e abbigliamento alla moda."
È già l’alba di una giornata che si preannuncia caldissima. La maggior parte dei ballerini ha raggiunto le tende, in attesa che torni l’oscurità e i dj ricomincino a invocare lo spirito battagliero di Re Artù.
Una ragazza continua a ballare. Sulla gonna floreale d’ordinanza indossa una T-shirt con una scritta che recita: "You Will Never Understand". Non capirai mai. Quella dei trance party è sicuramente una delle realtà più emozionanti e nascoste del circuito dance internazionale.

Girodivite racconta un Rave..

 ... in giro per raccontarvi un Rave ...

(settembre duemilaquattro)

Girodivite (www.girodivite.it) è andato al Guernika Fabrik, località Catania, per raccontarvi quel che accade in una fabbrica abbandonata che organizza un party, dove la musica si chiama techno e drum' n bass, dove chi balla si chiama ravers e dove la serata si chiama Rave-party.

Facciamo un viaggio nella musica un po' differente dal solito, andiamo a scovare quelle sonorità che sono molto, ma molto, lontane dalla logica della musica commerciale o da ascolto. Accanto alla musica che è possibile ascoltare in discoteca o ai concerti c'è né un'altra, un genere di musica che se decidi di andarla a cercare vuol dire che sei un particolare genere d'appassionato, o che vuoi fare un'esperienza diversa dalla solita serata (pizza, pub, discoteca), e che ti vuoi divertire senza troppo badare a come ti vesti e a quando tornerai a casa.

Girodivite è andato ad assistere ad una serata all'insegna della musica techno. Questo particolare genere di musica nasce negli Stati Uniti a Detroit, correva l'anno 1989, quando un gruppo di Dj si sono ritrovati nelle aree industriali in stato d'abbandono ed le hanno elette location per nuovi esperimenti sonori. Precursori di questo filone musicale sono Derrick May, Carl Graig, Jeff Mills, Juan Hawtin che componendo sonorità consolidate dei vecchi generi musicali come jazz, rock, rythm'n'blues e disco, miscelandole sapientemente con i loro compositori elettronici, aggiungendo basi taglienti e sequenze velocissime hanno dato vita alla Tecnho.

Sotto la generica definizione di Techno-music si nascondono differenti varianti come trans, ambient, acid, hardcore, drum'n bass; tante le differenze che si spiegano soprattutto nella velocità dei beat trasmessi e dal trasporto che se ne trae. La caratteristica che unisce i vari generi è quella di prendere ed assemblare suoni per farne musica da ballare, ballare velocemente e senza pensare troppo. Il verbo è diventare musica. Dagli Stati Uniti la Tecnho trasborda velocemente in continente, la Germania è la patria europea con i suoi rave e soprattutto la Love Parade. Quest'ultima iniziativa coinvolge, ogni anno, la città di Berlino dove giovani provenienti da tutta Europa si radunano nelle strade della capitale tedesca, invadendola, per tre giorni e la trasformano in una mega-rave itinerante. Anche in Italia il movimento ravers ha i suoi appuntamenti fissi. A Bologna, si svolge la Street Parade, quest'anno all'ottava edizione, l'interfaccia nazionale del più importante avvenimento tedesco.

... I ragazzi che raggiungono la location lo fanno grazie alle indicazioni che si susseguono con un tam tam on line tramite i siti di controinformazione che le pubblicizzano, ed un sito che in Italia coordina la comunità ravers (http://shocker.web.ctonet.it). A Catania, è possibile venire a sapere delle feste grazie all'attacchinaggio murale e la distribuzione di Flyers con tutte le indicazioni necessarie per raggiungere. In Sicilia queste iniziative sono sviluppate soprattutto nel catanese, dove è presente, appunto, il Guenika Fabrik e che con cadenza quasi mensile organizza i party.

Siamo nell'area industriale Nord di Catania, le informazioni che ci sono state date ci suggeriscono di seguire i binari della ferrovia direzione ventesima strada e di ricercare l'ex Saldotecnica sede del Guernika e quindi del party. Arriviamo nel posto giusto, la conferma c'è data da un filotto di automobili parcheggiate e dalla musica che si sente alta già fuori della fabbrica abbandonata. Tutt'attorno a noi anonimi capannoni e una fermata dell'autobus semidistrutta, sulla nostra testa volano gli aerei che fanno scalo al vicino aeroporto. Parcheggiamo e andiamo verso l'ingresso.

L'atmosfera è di quelle che non promettono nulla di tranquillo e calmo, il party è ospitato all'interno di un capannone, dove a guardarsi intorno prima lì dentro ci si lavorava e adesso si balla. In fondo al capannone, nella penombra e dietro una nube di polvere, un dj smanetta sui piatti al suo fianco due file di cassoni che distribuiscono techno pesante. I ragazzi presenti si alternano per farsi il "giro con il cassone", ovvero per stare il più vicino possibile alle casse da dove escono beat ad altissimo volume, dietro di loro una fila di ravers che si muovono a ritmo techno. Sembra subito chiaro a tutti che se entri al Fabrik devi dimenticarti le serate in discoteca e i comfort ad essa legata. Il luogo è essenziale, una pista per ballare, un dj set e null'altro. La musica è tagliente, corposa, e non permette pause. I beat, che fuoriescono ad altissimo volume dalle casse, cadenzano un ritmo veloce che puoi ballare ed interpretare a tuo piacimento, una sola la regola; non fermarsi. Il party è iniziato alle 21, noi siamo arrivati alle 24.00 ma i ragazzi presenti ci assicurano che staranno lì fino alla fine della festa, fino alle 12 del mattino.

 

Laurenti Marco

职业
地点
兴趣
...il vento non soffia mai a favore di chi non sa dove andare..
此共享空间没有音乐列表。

Tyler Darden

9月27日

Per l'occasione della Street Space Parade


Il rave è una festa, ma non nell’accezione che il termine ha comunemente assunto.
E’ innegabile che la “festa” sia oramai scomparsa dalla nostra vita, sostituita dai “divertimentifici” del sabato sera, dal fanatismo sportivo, o , nel migliore dei casi, da tristi imitazioni di quelle che erano le “vere feste” dei nostri padri.
Le varie sagre e fiere, nella maggior parte dei casi, del vero spirito liberatorio e anti-identitario che caratterizzava la festa in passato, hanno conservato ben poco, asservendosi così alle tristi leggi del mercato e trasformandosi spesso proprio in quei divertimentifici dai quali pretenderebbero forse di distinguersi : zucchero filato e banda non fanno una festa.

“La “vera festa” è una festa totale, senza limiti, sottintende l’idea di una transe. E’ generalmente celebrata attraverso danze collettive che si concludono con transes e crisi di possessione delirante”

La “vera festa” è composta da tre elementi essenziali che sono : il gioco, la rottura col quotidiano, la trasgressione.
Il rave, quindi, potrebbe essere una vera festa: attraverso l’ingestione di sostanze psicotrope, o lo stordimento causato dalla stanchezza e dall’affollamento, il raver gioca con se stesso e col proprio corpo, il proprio ruolo, i propri limiti.
Esso prova una vertigine ludica, che lo stordisce e gli permette di staccarsi da una quotidianità opprimente e monotona, che il gioco, fonte di vita e di crescita (il diritto al gioco non è patrimonio dei bambini!) spezza con la sua capacità quasi magica di dare spazio ai sensi e allo spirito.
Ludico è il senso di estraniamento, il cambiamento nella percezione di se stessi e del mondo che spezza le regole e ne crea delle nuove, slegate dalle necessità materiali e quotidiane che , se non esorcizzate, possono rendere la vita insopportabile.
Il gioco rompe le costrizioni sociali legate al ruolo, allo stato sociale, ai doveri :durante la festa ognuno può essere chiunque, e fino in fondo sé stesso.
Questa sovversione e trasgressione dell’ordine sociale e dei divieti è, nel caso del rave particolarmente evidente nel caso degli illegal, in quanto in un contesto fuori dalle regole è più facile sorpassare l’ordinario.

“Sin dalle origini della civiltà l' abolizione rituale-festiva delle differenze è servita al rinsaldamento dell' ordine gerarchico , a rendere accettabili le differenze stesse. Nelle complesse società occidentali di oggi l'edonismo è la forma rituale attenuata , "laica". Il techno-party gestito orizzontalmente agisce precisamente e conflittualmente su questo terreno tentando di sfondare la nozione di festa, immettendole elementi di rottura , di critica , di sperimentazione...”

Ma per rompere le regole al raver basta il fatto stesso di partecipare ad un evento comunque non accettato fino in fondo dalla società in cui vive e probabilmente incomprensibile agli occhi dei genitori, della famiglia, dei colleghi di lavoro, ma sacro agli occhi degli altri raver, del gruppo, dei simili, di chi “può capire”.
Il rave, come ogni festa, ha un carattere trans-sociale e trans-culturale:

“(I danzatori) tentano di sfuggire alla ritmica abituale del corpo, di svuotarlo da tutto ciò che contiene, dai gesti imposti da uno status sociale o da un mestiere.”

Ed è proprio questo desiderio del raver di esprimere le proprie pulsioni più profonde che il quotidiano soffoca a fare del rave una vera festa, nel senso più profondo.
Come i contadini delle nostre campagne aspettavano trepidanti il dì della festa per mettere il vestito buono e dimenticare per un poco le sofferenze, così il raver aspetta la sua festa, per lasciare per un poco a casa le ansie per lo studio, i problemi di lavoro, le turbe amorose, le litigate con i genitori.

“Il rave è terreno fecondo di disobbedienza identitaria-estetica rispetto alle linee esistenziali imposte.”

Certo non è la stessa cosa, la cadenza dei festeggiamenti non è legata, non solo almeno, al ritmo delle stagioni, la fatica è meno grave, la povertà molto meno pesante, ma lo spirito è il medesimo, lo spirito della festa: quella trascendentalità che rende effimero ed improduttivo il tempo, che crea “solo” illusioni, desideri, vertigine.
Nessuna società è o è mai stata estranea alla festa, pur se questa si manifesta in forme assai differenti.
Così anche la nostra società, occidentale e disincantata, necessiterebbe di momenti di vara festa, ma le poche feste a cui assistiamo sono spesso organizzate, incanalate, addomesticate, ed hanno perduto le loro funzioni più benefiche.
La “vera festa” è utile all’individuo così come al gruppo, ed è proprio per questo che riappare sotto la forma del rave : essa ha una funzione rigeneratrice che permette al partecipante di guardare la propria vita con maggior distacco, e può indurre importanti cambiamenti, ed una diversa valutazione della propria situazione.

“I ravers dimostrano in effetti una rigenerazione, una purificazione, un conforto dato da questi momenti di festa. Questo “viaggio” al di fuori delle strutture e delle regole imposte dalla società libera il corpo dalle sue contrazioni.”

Il rendersi comunque conto della transitorietà della festa può indurre ad uno sguardo più critico verso il proprio modo di vita e verso la società; inoltre si può parlare di una funzione unificatrice della festa: questa infatti contribuisce a rendere compatto il gruppo sociale, e risponde ad una:

“Volontà di riunione, di unificazione, di eliminazione di tutti i fattori individuali o collettivi di diversità, di non conformità”

Durante il rave non importa chi sei, di che colore è la tua pelle, non importano le tue preferenze sessuali, ciò che conta è “l’esser-ci con gli altri”, il confondersi, l’essere una cosa sola.
Questo aspetto della festa è assai evidente nel caso del rave anche per via dell’effetto di sostanze psicotrope quali l’Ecstasy, che rispondono proprio ad una necessità di “unione” fra tutti i partecipanti, è il fenomeno del “karmacoma” di cui parlano con enfasi i ravers, quell’essere una sola cosa, che respira e si muove all’unisono, quando la festa raggiunge il parossismo.
Durante la festa ha davvero poca importanza il concetto di tempo: non ha importanza ciò che accadrà domani, non conta il passato, l’unica dimensione riconosciuta è il presente:

“Gli “estasiati” hanno un altro rapporto con il tempo. Non si preoccupano in genere delle ore che passano, hanno perduto la nozione comune di tempo. Dei momenti molto brevi possono sembrare loro infinitamente lunghi; inversamente passano ore senza che se ne rendano conto. Vivono essenzialmente nel presente.”
I raver rivendicano insomma un diritto alla “vera festa”, che sfugga ad ogni organizzazione sociale o politica, e proprio per questo divengono bersaglio di forte repressione.
La “vera festa” può essere pericolosa, ed è per questo che la nostra società non la ammette e non la tollera. Il discorso è assai diverso se si parla delle serate in discoteca, fortemente commercializzate , istituzionalizzate, controllate.
Certo è discutibile il fatto che per lasciarsi veramente andare sia necessaria l’ingestione di sostanze stupefacenti:

“La festa autentica non può mai essere prodotta per mezzo di catalizzatori farmacologici. E la loro assenza non impedisce la sua venuta. Lo spirito della festa, come una musa, contiene in sé la sua volontà”

Certo le droghe possono aiutare a rompere con la quotidianità, rendono meno faticosa e più magica questa rottura.
Il legame fra la festa e il consumo di droghe e vino è innegabile, proprio perché queto tipo di “rituale” non è ammesso durante la vita quotidiana, e non è con questa conciliabile; bisogna inoltre ricordare che le occasioni di festa per il raver possono essere assai numerose nell’arco di un mese, e pertanto l’apporto di sostanze che permettano di dimenticare la fatica diviene quasi indispensabile.
Ci si può a questo punto domandare perché proprio ora, e proprio in Occidente, si assiste alla ricomparsa della vera festa.

“Le feste nascono quando si passa da un sistema all’altro, da un insieme ad un altro e quando la caduta dei valori di un mondo non permette ancora di prevedere le norme del mondo che si sta preparando”

Il ritorno alla necessità di una vera festa indica quindi un’insofferenza nelle giovani generazioni nei confronti del vivere quotidiano, delle regole di vita imposte, e un’incapacità del sistema di rispondere all’esigenza di cambiamento e crescita nei giovani.
E se la maggior parte di questi si accontentano di ciò che la società offre loro pronto e impacchettato, i ravers non accettano forse le regole imposte, e hanno necessità di una festa vera, non preconfezionata, non banale.
La nascita della festa rave segna la rottura con il divertimento istituzionalizzato, e riporta in vita la festa dei nostri avi, la festa in quanto tale, totale, esorcizzante, a volte mistica.
La festa che porta a confrontarsi con i propri limiti, e con i limiti del giorno e della notte, della vita.


me medesima 1997^^
6月20日

catene di s.antonio...

Cerca il giorno del tuo compleanno e trova il tuo albero. Una volta localizzato, ricerca sotto la spiegazione sullo stesso. È interessante ed in qualche modo preciso, oltre ad essere parte dell'astrologia Celtica. Invia questo a 10 persone nell'ora che segue alla tua lettura. Se lo fai, il tuo  sogno si farà realtà. Altrimenti diventerà il contrario. Inusuale, no? Ma dicono che funziona... Quando saprai a che albero appartieni, cambia l'oggetto mettendo il nome del tuo albero ed invialo a tutti i tuoi amici.

Dic 23 a Gen 01 - Melo
Gen 02 a Gen 11 - Abete
Gen 12 a Gen 24 - Olmo
Gen 25 a Feb 03 - Cipresso

Feb 04 a Feb 08 - Pioppo
Feb 09 a Feb 18 - Cedro
Feb 19 a Feb 28 - Pino

Mar 01 a Mar 10 - Salice piangente
Mar 11 a Mar 20 - Lime
Mar 21 - Rovere
Mar 22 a Mar 31 - Nocciole

Apr 01 a Apr 10 - Rowan
Apr 11 a Apr 20 - Acero
Apr 21 a Apr 30 - Noce

Mag 01 a Mag 14 - Pioppo
Mag 15 a Mag 24 - Castagno
Mag 25 a Giu 03 - Ciliegio

Giu 04 a Giu 13 - Hornbeam
Giu 14 a Giu 23 - Fico
Giu 24 - Betulla
Giu 25 a Lug 04 - Melo

Lug 05 a Lug 14 - Abete
Lug 15 a Lug 25 - Olmo
Lug 26 a Ago 04 - Cipresso

Ago 05 a Ago 13 - Pioppo
Ago 14 a Ago 23 - Cedro
Ago 24 a Set 02 - Pino

Set 03 a Set 12 - Salice piangente
Set 13 a Set 22 - Lime
Set 23 - Olivo
Set 24 a Ott 03 - Nocciole

Ott 04 a Ott 13 - Rowan
Ott 14 a Ott 23 - Acero

Ott 24 a Nov 11 - Noce
Nov 12 a Nov 21 - Castagno
Nov 22 a Dic 01 - Ciliegio

Dic 02 a Dic 11 - Hornbeam
Dic 12 a Dic 21 - Fico
Dic 22 - Aia


- Pioppo, l'Incertezza
Persona con un alto senso dell'estetica, non moltosicura di sé stessa,coraggiosa solo se necessario, necessitacircondarsi di un ambiente gradevole, è molto selettiva, a volte solitaria,molto entusiasta, di natura artistica, buona organizzatrice, cerca diimparare attraverso la filosofia,fidato in qualunque situazione, assumemolto seriamente le relazioni.


- Betulla, l'Ispirazione
Persona vivace, attraente, elegante, amichevole,non pretenziosa, modesta,non gli piacciono gli eccessi, odia lecose volgari, ama la vita nella natura e la calma, non moltoappassionata, piena di immaginazione, un po'ambiziosa,cerca l'atmosferadi calma e soddisfazione.


- Abete, il Mistero
Persona di straordinario buon gusto, dignità, sofisticata, ama la bellezza,di temperamento testardo, tende all'egoismo ma si preoccupa per chi le sta vicino, piuttosto modesta, molto ambiziosa, di molti talenti, industriosa,amante mai soddisfatto, ha molti amici , molto fidato.


- Acero, la Mente Aperta
Persona rispettosa delle cose comuni, piena di immaginazione ed originalità,timida e riservata, ambiziosa,orgogliosa, sicura di sé, con sete di nuove esperienze, a volte nervosa, hamolte complessità, buona memoria, impara rapidamente, con una vitaamorosa complicata, gli piace impressionare.


- Nocciole, la cosa Straordinaria
Persona affascinante, non chiede niente, molto comprensiva, sa come impressionare la gente, attiva nella lotta per cause sociali, popolare, di temperamento ed amante capriccioso, onesto e  tollerante compagno, con un senso della giustizia molto preciso.


- Castagno, l'Onestà
Persona di bellezza inusuale, non desidera impressionare, con uno sviluppato senso della giustizia, vivace, è una persona interessante, diplomatica,tuttavia si irrita facilmente ed è molto sensibile, molte volte per mancanza di sicurezza in sé stessa, a volte agisce con senso di superiorità, si sente incompresa, ha difficoltà a trovare il partner giusto.


- Ciliegio, l'Ambizione
Persona eccezionalmente attraente, vivace,impulsiva, esigente, non gli importano le critiche, ambiziosa, intelligente,piena di talenti, gli piace giocare col destino, può essere egoista,molto affidabile e degna di fiducia,a volte il cervello controlla ilcuore, ma prende molto seriamente le sue elazioni.


- Faggio, la Creatività
Persona cui ama il piacere, lo preoccupano leapparenze, materialista,organizza bene la sua vita, è una persona economa,buon leader non prende rischi non necessari, ragionevole,splendida compagna di vita, gli piace mantenere la linea con lo sport.


- Hornbeam, il Buon Gusto
Persona di una bellezza molto fresca, si preoccupaper la sua apparenza e la sua condizione economica, di buon gusto, nonè egoista, vive in maniera ragionevole e disciplinata, cerca bontà econoscenza in un compagno emotivo,sogna amanti inusuali, spesso è felice coi suoi sentimenti, diffida della maggioranza delle persone, non è ma sicura delle sue decisioni, molto coscienziosa.


- Lime, il Dubbio
Persona che accetta quello che la vita gli dà,odia litigare, lo stress ed il lavoro, ma lo disgusta la pigrizia e l'oziosità, è soave e sa cedere, fa sacrifici per gli amici, di molto talento ma non sufficientemente tenace per sfruttarli, si lamentae anche spesso, è una persona molto gelosa ma leale.


- Melo, l'Amore
Persona di carattere leggero, molto carismatica, èuna persona vistosa ed attraente, di un'aura gradevole, civetta,avventuriera, sensibile, sempre innamorata, vuole amare ed essere amata, compagna fedele e tenera, molto generosa, di talenti scientifici, vive giorno per giorno, filosofa spensierata con immaginazione.


- Olmo, la Mentalità Nobile
Persona di figura gradevole, buon gusto nel vestire, di esigenze modeste,tende a non dimenticare gli errori,allegro, gli piace comandare ma non ubbidire, è un compagno onesto efedele, gli piace prendere decisioni per gli altri, di mentalità nobile, generosa, con buon senso dell'umorismo, grande capacità pratica.

- Rowan, la Sensibilità
Persona piena di incanto, allegro, dà senza aspettative, gli piace richiamare l'attenzione, ama la vita, le emozioni,non riposa e gli piacciono perfino le complicazioni, è tanto dipendente come indipendente, ama piacere, è una persona artistica, appassionata, emozionale, buona compagnia, non dimentica.


- Cedro, la Fiducia
Persona di una bellezza strana, sa adattarsi, amail lusso, di buona salute,è una persona per niente timida, sicura disé, con determinazione, ma impaziente, gli piaceimpressionare gli altri, di molti talenti,industriosa,salubremente ottimista, in attesa dell'unico e vero amore, capace di prendere rapidamente decisioni.


- Cipresso, la Fedeltà
Persona forte, muscolare, adattabile, prende quello che la vita le offre, è una persona soddisfatta, ottimista,desidera il denaro ed il riconoscimento, odia la solitudine, è una compagnia appassionata e sempre insoddisfatta,fedele, si altera facilmente, indocile, pedante e disinteressata.


- Noce, la Passione
Persona implacabile, è una persona strana e piena di contrasti, spesso egoista, aggressiva, nobile, di orizzonti ampi, direzioni inaspettate,spontanea, di ambizione senza limiti, per niente flessibile,è un compagno difficile e poco comune, non sempre piace ma è ammirato, con ingegno strategico, molto gelosa ed appassionata,non accetta compromessi.


- Olivo, la Saggezza
Persona che ama il sole, di sentimenti caldi eteneri, ragionevole, è una persona equilibrata, evita l'aggressione e laviolenza, tollerante, allegra,calma, un senso ben sviluppato dellagiustizia, sensibile, empatica, non gelosa, gli piace leggere e lacompagnia di persone sofisticate.


- Pino, la cosa Particolare
Persona a cui piace la compagnia gradevole, moltorobusta, sa fare della sua vita qualcosa di confortevole, molto attiva,naturale, di buona compagnia ma non sempre amichevole, si innamorafacilmente ma la sua passione si spegne in poco tempo, si arrendefacilmente, la delude tutto fino a che trova il suo ideale, è di fiducia e dicarattere pratico.


- Rovere, la Prodezza
Persona forte, robusta di natura, coraggiosa,implacabile, indipendente,sensibile, non gli piacciono i cambiamenti,mantiene i suoi piedi ben sistemati sulla terra, e gli piace l'azione.


- Salice piangente, la Malinconia
Persona bella ma malinconica, attraente, molto empatica, ama le cose belle e di buon gusto, ama viaggiare, sognatrice senza riposo, capricciosa, onesta,può essere influenzata ma èdifficile per lei convivere, esigente, con buona intuizione, soffrein amore ma a volte trova sostentamento nel suo compagno.


- Fico, la Sensibilità
Persona molto forte, volenterosa, indipendente,non sopporta le contraddizioni o le discussioni inutili, ama lavita, la sua famiglia, i viaggi, i bambini e gli animali, un po' volatile socialmente, giocoso in amore, grande senso dell'umorismo, gli piacel'ozio e la pigrizia, di un talento pratico.
Tratto da wikipedia:
 
«Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei club, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione e gli ridiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa nella sua più pura, più intensa ed edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati in grado di stabilizzare, noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrinzioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero, noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci, programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella più vicina tana, programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti...»
(Rave or die)
... una piantina in più per uno spacciatore in meno...
第 1 张,共 38 张
尚未添加列表。